Sindrome dell’intestino irritabile

È il disturbo intestinale funzionale più frequente. Non è pericolosa, ma può incidere molto sulla qualità della vita.

Revisione medica a cura del Dott. Giovanni Calì, direttore sanitario dello Studio. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

Che cos'è

La sindrome dell'intestino irritabile è caratterizzata da dolore addominale ricorrente associato a cambiamenti nella frequenza o nella consistenza delle feci, senza lesioni dell'intestino. Può presentarsi con prevalenza di diarrea, di stitichezza o in forma alternante.

Vi contribuiscono un'aumentata sensibilità intestinale, alterazioni della motilità e del microbiota e l'interazione tra intestino e cervello.

Sintomi

Dolore o crampi addominali che spesso migliorano dopo l'evacuazione, gonfiore, diarrea o stitichezza, senso di evacuazione incompleta.

Quando escludere altre cause

Alcuni segnali richiedono approfondimenti prima di porre la diagnosi: esordio dopo i 50 anni, sangue nelle feci, perdita di peso, anemia, sintomi notturni, familiarità per tumore del colon, celiachia o malattie infiammatorie intestinali.

Quando rivolgersi al medico

È utile una visita in caso di sintomi persistenti o in presenza dei segnali descritti sopra.

Recarsi in pronto soccorso in caso di dolore addominale intenso e improvviso, sangue abbondante nelle feci o febbre alta.

Come si fa la diagnosi nello Studio

La diagnosi si basa sui sintomi, dopo aver escluso altre cause:

  • Visita gastroenterologica
    Valuta le caratteristiche dei sintomi e i segnali d’allarme.
    In studio
  • Esami del sangue e delle feci
    Emocromo, indici di infiammazione, test per la celiachia e calprotectina fecale. Prelievi in studio il lunedì mattina oppure a domicilio.
    In studio o a domicilio
  • Ecografia addominale
    Esclude altre cause di dolore e gonfiore.
    In studio
  • Colonscopia
    In presenza di segnali d’allarme o secondo l’età.
    In struttura ospedaliera

Trattamento

Il trattamento è personalizzato e mira a controllare i sintomi.

  • Spiegazione e rassicurazione
    Capire la natura del disturbo è già parte della cura.
    In studio
  • Alimentazione
    Indicazioni personalizzate, talvolta con una dieta a basso contenuto di FODMAP per un periodo limitato.
    In studio
  • Farmaci per i sintomi
    Antispastici, regolatori dell’alvo e, in casi selezionati, farmaci che agiscono sulla sensibilità intestinale.
    In studio
  • Gestione dello stress
    Tecniche di rilassamento e supporto psicologico, quando utili.

Domande frequenti

Il colon irritabile può diventare qualcosa di grave?

No: non aumenta il rischio di tumore né di malattie infiammatorie intestinali.

Devo eliminare glutine o lattosio?

Solo se è stata accertata un’intolleranza o una celiachia; le esclusioni non necessarie rischiano di impoverire l’alimentazione.

Lo stress influisce?

Sì, spesso peggiora i sintomi, per l’interazione tra intestino e sistema nervoso.

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la valutazione del medico.