Tumore della prostata

È il tumore più frequente nell'uomo. Spesso cresce lentamente e, se diagnosticato precocemente, ha ottime possibilità di cura.

Revisione medica a cura del Dott. Giovanni Calì, direttore sanitario dello Studio. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

Che cos'è

Nasce dalle cellule della prostata, la ghiandola situata sotto la vescica. È più frequente dopo i 50 anni e in chi ha familiari con tumore della prostata o della mammella, in particolare con mutazioni dei geni BRCA.

Molte forme hanno un'evoluzione lenta e non richiedono un trattamento immediato; altre sono più aggressive e vanno trattate.

Sintomi

Nelle fasi iniziali di solito nessuno. Disturbi urinari come getto debole o minzioni frequenti sono più spesso dovuti all'ipertrofia prostatica benigna. Sangue nelle urine o nello sperma e dolori ossei sono più rari e tardivi.

La diagnosi precoce

Il dosaggio del PSA, interpretato dall'urologo insieme alla visita e, se necessario, alla risonanza magnetica, permette di individuare le forme significative evitando biopsie e trattamenti non necessari. La scelta di eseguire il PSA va condivisa con il medico, valutandone benefici e limiti.

Quando rivolgersi al medico

È utile una visita urologica a partire dai 50 anni, o dai 45 in caso di familiarità, per discutere il controllo del PSA, e in caso di PSA elevato o in aumento.

Recarsi in pronto soccorso in caso di impossibilità a urinare o di sangue abbondante nelle urine.

Come si fa la diagnosi nello Studio

Il percorso diagnostico procede per gradi:

  • Visita urologica
    Comprende l’esplorazione rettale e la valutazione della storia familiare.
    In studio
  • PSA ed esami del sangue
    Il PSA va interpretato insieme all’età, al volume della prostata e al suo andamento nel tempo. Prelievi in studio il lunedì mattina oppure a domicilio.
    In studio o a domicilio
  • Risonanza magnetica multiparametrica
    Identifica le aree sospette e guida l’eventuale biopsia.
    In struttura ospedaliera
  • Biopsia prostatica
    Mirata sulle aree sospette, conferma la diagnosi.
    In struttura ospedaliera

Trattamento

La scelta dipende dall’aggressività del tumore, dall’estensione e dalle condizioni del paziente.

  • Sorveglianza attiva
    Per le forme a basso rischio: controlli programmati di PSA, risonanza ed eventuali biopsie, con trattamento solo se necessario.
    In studio
  • Prostatectomia radicale
    Anche con tecnica robotica.
    In struttura ospedaliera
  • Radioterapia
    Alternativa alla chirurgia in casi selezionati.
    In struttura ospedaliera
  • Terapie mediche
    Ormonali e altre terapie nelle forme avanzate, in collaborazione con l’oncologo.
    In struttura ospedaliera

Domande frequenti

Un PSA alto significa tumore?

Non necessariamente: può aumentare anche per ipertrofia benigna o infiammazioni. Va interpretato dall’urologo, spesso ripetuto e integrato con altri esami.

La chirurgia robotica è migliore?

Offre in genere un recupero più rapido e minori perdite di sangue; i risultati dipendono soprattutto dall’esperienza del chirurgo.

Dopo l’intervento ci sono effetti su continenza ed erezione?

Possono comparire, in misura variabile e spesso temporanea. Le tecniche di risparmio dei nervi e la riabilitazione favoriscono il recupero.

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la valutazione del medico.