Trombosi venosa profonda ed embolia polmonare

Un coagulo in una vena profonda, di solito della gamba, può staccarsi e raggiungere i polmoni. Una diagnosi rapida e una terapia anticoagulante tempestiva sono decisive.

Revisione medica a cura del Dott. Giovanni Calì, direttore sanitario dello Studio. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

Che cos'è

La trombosi venosa profonda è la formazione di un trombo nelle vene profonde, più spesso delle gambe. Se un frammento si stacca e raggiunge le arterie polmonari si parla di embolia polmonare. Insieme costituiscono la malattia tromboembolica venosa.

Sono favorite da immobilità, interventi chirurgici, traumi, tumori, gravidanza, terapie ormonali, viaggi lunghi e da alcune predisposizioni genetiche dette trombofilie.

Sintomi

Trombosi della gamba: gonfiore, dolore, calore e arrossamento, di solito di una sola gamba. Embolia polmonare: affanno improvviso, dolore al petto che aumenta respirando, battito accelerato, tosse, talvolta con sangue, svenimento.

Perché è importante trattarla

L'embolia polmonare può essere grave. La terapia anticoagulante impedisce al trombo di crescere e riduce il rischio di embolia e di recidive.

Quando rivolgersi al medico

Un gonfiore doloroso di una sola gamba va valutato in giornata con un eco color Doppler.

Chiamare subito il 112 in caso di affanno improvviso, dolore al petto, battito accelerato o svenimento.

Come si fa la diagnosi nello Studio

La diagnosi deve essere rapida, per iniziare subito la terapia:

  • Eco color Doppler venoso
    Conferma o esclude la trombosi delle gambe.
    In studio o a domicilio
  • Visita
    Valuta la probabilità clinica e i fattori favorenti.
    In studio o a domicilio
  • D-dimero ed esami del sangue
    Utili per la diagnosi e per impostare la terapia. Prelievi in studio il lunedì mattina oppure a domicilio.
    In studio o a domicilio
  • Angio-TC polmonare
    Se si sospetta un’embolia polmonare.
    In struttura ospedaliera

Trattamento

La terapia anticoagulante è il cardine del trattamento.

  • Terapia anticoagulante
    Avviata subito e proseguita per almeno tre mesi; la durata successiva dipende dalla causa e dal rischio di recidiva.
    In studio
  • Ricerca della causa
    Valutazione dei fattori favorenti e, quando indicato, delle trombofilie.
    In studio
  • Calze elastiche
    Riducono gonfiore e sintomi.
    In studio
  • Ricovero
    Nelle embolie polmonari più gravi.
    In struttura ospedaliera

Domande frequenti

Per quanto tempo devo prendere l’anticoagulante?

Almeno tre mesi. Dopo questo periodo il medico valuta se sospendere o proseguire, in base alla causa e al rischio di recidiva e di sanguinamento.

Devo stare a riposo?

No: nella maggior parte dei casi è consigliato camminare appena possibile, con la terapia anticoagulante in corso.

Devo fare i test per la trombofilia?

Non sempre: sono utili in casi selezionati, per esempio nei giovani senza una causa evidente o con familiarità.

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la valutazione del medico.